Piccoli pensieri su piccole follie #1

144/365 come alice in quel paese là

Che sono matta come un cavallo me lo son sentito dire svariate volte nella vita.
Del resto non è tutta colpa mia, è genetico, dicono.
E anche i miei amici non sono da meno.

In ogni caso, per imbarcarsi in un qualsiasi progetto che coinvolga la vita tua e quella di molte altre persone intorno e prevede cambiamenti importanti, un po’ di follia ci vuole.
Perciò ecco che mi è venuto il ghiribizzo di cominciare a elencare le cose effettivamente folli o stranelline che faccio nella mia vita a impatto 1. Non resterete stupiti o orripilati, spero, ma forse proverete a ragionare su cosa voglia dire adattare se stessi alle necessità del pianeta, pensando per cerchie: io e i miei famigliari, le amicizie, i conoscenti, l’umanità, il regno animale, l’ambiente. E cercare un’armonia fra sé e il resto intorno.

Le cose un po’ folli che faccio:
– mi faccio consegnare dalle amiche montagne di capsule esaurite della loro macchinetta del caffè per riusarle (ma non so ancora come)
– riempio cassetti interi di tappi di metallo e sughero, conservo le bustine di carta del tè e tutte le confezioni di plastica, vaschette, portauova, barattolini e così via (accumulandone ovviamente montagne su montagne. Obiettivo: non accumularne più)
– lavo i piatti in una bacinella, poi uso l’acqua raccolta come scarico per il water. Poesia
– mi strucco con olio di riso e come deodorante ho scelto l’argilla
– alleno la vista al buio per non accendere le luci. Non sempre è costruttivo
– separo ogni piccola parte dei miei rifiuti (gli accendini vuoti dove si buttano, e come? l’alluminio che copre i vasetti dello yogurt è riciclabile?) e se non so che farne, la tengo da parte
– per ogni tipo di carta che uso, ne ritaglio un quadratino da conservare
– uso le scale SEMPRE: fossero anche venti piani, salgo sempre e soltanto a piedi (e sono più veloce dell’ascensore)
– quando ho detto NO shopping intendevo NO shopping: presto vedrò risultati e guadagni della non spesa
– sotto la doccia faccio lo scrub con gli ultimi fondi di caffè rimasti. La pelle rimane idratata ed elastica.

Le cose ancora più folli che vorrei fare:
– smettere completamente di usare detergenti per il corpo industriali (trovare una ricetta sicura per la soluzione salina delle lenti a contatto)
– eliminare completamente l’usa e getta (creare i cotton-fioc fai da te)
– irrompere (o fare visite guidate) in allevamenti e fabbriche per VEDERE
– fare un viaggio in bicicletta o a piedi (il cammino di Santiago? Sì)
– scovare un orto da prendere in affitto e imparare a gestirlo
– parlare con Colin Beavan
– creare, con questa esperienza, una nuova professionalità

Ecco, se prima ero matta e basta, ora almeno ho una giustificazione. Una vita etica, ecologica, giusta. Vuoi mettere?

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5 risposte a Piccoli pensieri su piccole follie #1

  1. zio Gil ha detto:

    > per ogni tipo di carta che uso, ne ritaglio un quadratino e lo metto da parte

    Interessante. Pecché?

  2. greenkika ha detto:

    Perché mi piace l’idea di avere poi sotto gli occhi la realtà di quanti tipi di carta usiamo. Un po’ per farle onore, un po’ per inventarmi un collage eNNorme. Chissà, magari nel giro di un paio d’anni avrò accumulato talmente tanti colori da poter creare un masterpiece. ;-)

  3. Lou ha detto:

    Ho cominciato a leggere il tuo blog già da qualche tempo ed è proprio fantastico, perchè riesci a scrivere in modo chiaro e divertente tutto ciò che mi passa per la testa (a volte mi sembra di leggere il blog del mio alterego Oo).

    Se tu sei matta di sicuro non sei da sola.

    Non uso la crema da più di 6 mesi, solo olio di riso, scrub con caffè estratto dalle capsule oppure malto, zucchero e limone.
    Eliminato da tempo anche il balsamo, sostituito con il risciacquo di acqua e aceto, ma per lo schampo l’esperimento con farina di ceci non è andato a buon fine, devo ancora provare con quella di grano saraceno.

    La carta la sto tenendo tutta perchè prossimamente vorrei costruirmi un aggeggio per riciclarla io e farmi direttamente i fogli, ho trovato in giro come fare a farlo ma mi sa che aspetto la primavera. Poi ovviamente da rilegarli a mano, già visto come fare e ‘sembra semplice’.

    Sto imparando a cucire a macchina, lavorare i ferri ed uncinetto, ormai accumulo oltre ai miei vestiti anche quelli rotti di amici e parenti per vedere se riesco a tirarne fuori qualcosa di utilizzabile.

    Ah.. in questi giorni di allarme smog non mi sento in colpa per il riscaldamento perchè lo teniamo normalmente acceso per un massimo 4 ore al giorno a 19/20°.
    Il mio lui soffre tremendamente il caldo, quindi golf e mantella ed è a posto, io quando ho freddo mi coccolo uno dei nostri micioni o faccio una corsetta sala/camera/cucina, dopo 5 minuti vado in giro in maglietta.D’estate invece niente aria condizionata, quando lui ha caldo scende un po’ in cantina oppure nel cortile dove c’è sempre freschino.

    Ho finito la marmellata, quindi oggi provo a famela da me, speriamo in bene.

    Scusa per la risposta kilometrica ma mi sa che avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno ^.^”

    p.s. Attendo una soluzione per creare il cotton-fioc e anche altre tantissime idee ed informazioni dalle quali prende spunto per informarmi e scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo

  4. margotta ha detto:

    io ho fatto un pezzo del cammino di santiago a piedi. se vuoi info chiedi pure :)

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