Tre settimane da Dio

Buongiorno a tutti e buon lunedì!
La vita a impatto 1 procede bene, anche se mi perdo molto nei dettagli.
Sono loro a fare la differenza? Sì.
Esempio:
In queste settimane mi son vista passare fra le mani rifiuti e scarti di tutti i tipi (i miei), ma per la prima volta ai miei occhi apparivano come poveri resti e non più inutili impicci.
Pellicole, tovaglioli di carta, pezzi di stoffa, etichette, tappi, bustine del tè, bicchierini di plastica, e sempre mi sono chiesta cosa comportasse differenziarli.
Ma come faccio a sapere se sto facendo la cosa giusta? Sbagliare è facilissimo, purtroppo, e perfortuna molti siti come Chilopesa o Buttalo Giusto possono aiutarci almeno in parte a conoscere i comportamenti corretti, ma l’ideale è contattare il numero verde del proprio comune e fare le pulci al povero centralinista di turno, chiedendogli dove vadano le cose piccole o piccolissime. Ed è quello che presto farò anche io.

Intanto il primo step è scegliere quante più cose possibili con un imballaggio ridotto. Le verdure nelle vaschette, via! Tovaglioli e stracci di stoffa a sostituire la carta, e molto altro.
Molti prodotti del commercio biologico ed equo hanno riportata sulla confezione la destinazione delle sue varie componenti. Ma l’etichetta sporca di colla di barattoli e bottiglie, dove cazzo va?

Dal 1° gennaio poi l’Italia ha finalmente detto STOP ai sacchetti di plastica e i centri commerciali li smazzano fino a esaurimento scorte, ma nel frattempo i sacchetti in Mater-BI sono già a disposizione.
Però voi mi state dicendo che i produttori di sacchetti di plastica hanno davvero interrotto il flusso di produzione? Chi sono questi produttori? Da dove viene la plastica impiegata per fare i sacchetti?

(Non sapete quanto mi ruga non avere un’idea del funzionamento delle fabbriche. Voglio fare in modo di farmene una, di idea. Almeno una.)

Ridurre gli imballaggi e riusare quelli che già si possiedono finché non muoiono spontaneamente.

In sostanza non so dire quanto si sia ridotto al momento il mio impatto ambientale. Di certo non vi fornirò numeri o tabelle: mi interessa che i comportamenti ecologici, tutti, siano man mano eseguiti con costanza e divengano buone abitudini nel tempo. Radicate, salde, motivate.

Comunque, non tutta la settimana è stata dedicata ai rifiuti: ho cucinato molte ricette vegane, ho portato in ricicleria gli ultimi ingombri polverosi, ho intervistato “quelli dei vini sfusi“, sono entrata in contatto con persone meravigliose come Teresa e Micaela, ho coinvolto due blogger molto stuzzicanti, ma saprete più avanti.

Una novità: presto questo blog diventerà un WWW grazie a due preziosi amici. E allora festeggeremo!

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2 risposte a Tre settimane da Dio

  1. Ciao, ti sto seguendo con molto interesse! Il nostro percorso è simile! Continua così!

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